Termovalorizzatore di Torino

Il termovalorizzatore di Torino rappresenta l’anello conclusivo nel ciclo integrato dei rifiuti della Città Metropolitana di Torino. Costruito tra il 2010 e il 2013 - dopo una fase di test e collaudo prestazionale durata un anno - è in piena attività da maggio 2014.

Collocato a Torino, in località Gerbido (via Paolo Gorini, 50) – al confine con i Comuni di Beinasco, Grugliasco, Orbassano, Rivalta e Rivoli – il termovalorizzatore è gestito da TRM S.p.A, società a capitale misto, controllata dal Gruppo Iren e partecipata da alcuni Soci pubblici (tra i quali il principale è il Comune di Torino).

Il termovalorizzatore può trattare:

  • rifiuti solidi urbani (RSU) a valle della raccolta differenziata (non altrimenti recuperabili) che rappresentano la priorità
  • rifiuti speciali assimilabili agli urbani (RSA) secondo l’elenco contenuto nell’Autorizzazione Integrata Ambientale


Il termovalorizzatore può operare in due assetti:

  • in assetto solo elettrico – producendo annualmente l’energia corrispondente al fabbisogno di circa 200.000 famiglie di tre persone
  • in assetto cogenerativo, cioè fornendo sia energia elettrica sia termica per il teleriscaldamento, generando ogni anno l’energia termica in grado di scaldare 17.000 abitazioni da 100mq e l’elettricità per il fabbisogno di circa 185.000 famiglie.


Il recupero dell’energia contenuta nei rifiuti permette ogni anno il risparmio di circa 80.000 tonnellate di petrolio equivalenti (TEP), con evidenti ricadute positive sull’ambiente.

L’impianto si avvale di tecnologie consolidate e concepite per garantire la massima tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente: dispone di un avanzato sistema di monitoraggio delle emissioni, costantemente sorvegliato da ARPA Piemonte in remoto.

Il termovalorizzatore si sviluppa su tre linee di combustione e depurazione fumi uguali e indipendenti, condizione che garantisce massima flessibilità di gestione e manutenzione.

Un impianto da vivere

Nel concepire il termovalorizzatore è stata attribuita particolare attenzione alla creazione di spazi di accoglienza per integrare l’impianto nella vita sociale e culturale della comunità locale, come avviene in molti altri casi in Europa.

In quest’ottica, lo studio del design ha rivestito notevole importanza: affidato a Stile Bertone (all’epoca tra i principali protagonisti del design industriale italiano), ha contribuito a coniugare la qualità architettonica con l’elevato contenuto tecnologico dell’impianto, nel massimo rispetto per la natura circostante.

Il Centro direzionale ospita un’ampia sala conferenze, dove hanno luogo manifestazioni e da dove partono le visite guidate all’impianto. Ogni anno l’impianto ospita circa 5.000 persone in visita, compresi gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado.