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Impianto di Trattamento Chimico-Fisico di Reggio Emilia

L’impianto di trattamento chimico-fisico di Reggio Emilia fa parte del “Reparto Reflui industriali” ed è operativo in via dei Gonzaga 46 a Reggio Emilia, all’interno del perimetro della sede dei Servizi di Igiene Ambientale di Iren Emilia.
L’impianto, nato nel 1986, è strutturato per ricevere rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi di natura liquida provenienti da attività produttive industriali prevalentemente dalla provincia di Reggio Emilia e lavora secondo quanto previsto dall’autorizzazione provinciale rilasciata il 10/05/2007.
L’ impianto chimico-fisico per il trattamento di rifiuti liquidi speciali pericolosi e non pericolosi idonei ad un trattamento depurativo di tipo chimico-fisico è autorizzato per trattare 30.000 ton/anno di rifiuti.

IL PROCESSO DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI
I rifiuti vengono conferiti nell’area di scarico mediante autocarri e autobotti e, a seconda della tipologia, vengono versati in apposite vasche che alimentano diversi serbatoi.
La tipologia di rifiuti conferiti sono più che altro classificabili in due categorie:

- Rifiuti a base acquosa che seguono un processo depurativo fino allo scarico finale in pubblica fognatura (soluzioni acquose di lavaggio, acque di verniciatura, acque da inchiostri e soluzioni acide provenienti dalle soprattutto dalle numerose attività di natura metalmeccanica e di trattamento metalli del territorio reggiano);
- Rifiuti a base oleosa che seguono un processo di pretrattamento volto a concentrare la fase oleosa, che successivamente viene conferita a smaltitori terzi.
Dopo stoccaggio dei reflui in appositi serbatoi questi alimentano l’impianto di trattamento in cui, attraverso l’aggiunta di opportuni reagenti, avviene il processo di depurazione chimico-fisica, così schematizzabile:

1.Stadio di disoleazione
2.Stadio di acidificazione e coagulazione
3.Stadio di flocculazione
4.Stadio di sedimentazione
5.Stadio di filtrazione
6.Stadio di adsorbimento

Al termine del processo si ottengono tre flussi in uscita:

  • acqua depurata avente caratteristiche tali da poter essere scaricata in fognatura per il trattamento biologico finale (depuratore di Mancasale) nel rispetto dei limiti autorizzativi (autorizzazione provinciale del 10/05/2007);
  • rifiuti oleosi derivanti dalla separazione acqua-olio dalle emulsioni oleose, da avviare al recupero tramite il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati;
  • fanghi filtropressati smaltiti da terzi in impianti specifici.


Tutte le fasi di trattamento sono supervisionate da un sistema automatizzato dell’intero processo con sistemi di gestione automatica dei singoli stadi.

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