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Impianto di Trattamento Chimico-Fisico di Piacenza

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Nel complesso industriale di Borgoforte (Piacenza) è operativo dal 1999 un impianto per il trattamento dei rifiuti speciali liquidi, pericolosi e non.

Dopo una prima analisi, che ne permette la corretta identificazione, i rifiuti vengono scaricati in funzione della loro tipologia all’interno di due vasche di rilancio o di un silos, opportunamente distinti, in attesa di trattamento. Per esigenze di sicurezza, i serbatoi sono dotati di un bacino per la raccolta delle eventuali fuoriuscite e gli scarichi sono collegati ad un apposito bacino di stoccaggio, dal quale vengono poi pompati nell'impianto di trattamento chimico-fisico.

Il processo di trattamento chimico-fisico consiste in due linee parallele distinte, dove i rifiuti liquidi vengono trattati con reagenti chimici che separano le sostanze inquinanti presenti nei rifiuti liquidi per un totale di 113.700 tonnellate annue.

Dopo questo primo trattamento, i reflui sono avviati alla fase biologica costituita da n. 2 vasche da 350 mc cadauna per un trattamento ossidativo a fanghi attivi e batteri selezionati che utilizza ossigeno puro e aria.

I fanghi di risulta dell’impianto vengono inviati, dopo disidratazione, in impianti di stabilizzazione e successivamente in discarica per rifiuti speciali.

IL PROCESSO DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI LIQUIDI
Il processo di trattamento dei rifiuti liquidi presenta diverse fasi.

Per essere avviato al trattamento il rifiuto viene scaricato nelle vasche di rilancio e successivamente pompato nelle vasche di stoccaggio (2 vasche da 350 mc) dotate di tripla impermeabilizzazione.

Il primo stadio del trattamento consiste nella disoleatura, vale a dire la separazione dell’olio e delle parti sedimentabili. L’olio viene avviato al recupero (Consorzio Obbligatorio di Oli Esausti) mentre le parti sedimentabili sono avviate all’ispessimento e successivamente alla filtropressatura.

Negli stadi di trattamento successivi al rifiuto liquido vengono aggiunti: Cloruro Ferrico, Idrossido di Calcio e n. 2 polielettrolita, sostanze che favoriscono la precipitazione degli inquinanti. In caso di pH basico, il rifiuto viene acidificato mediante aggiunta di acido solforico.

Segue a questo punto la fase di decantazione, ovvero di separazione per gravità (in base alla differenza di peso) dei fanghi, che precipitano sul fondo delle vasche. Il liquido viene quindi avviato in una vasca di omogeneizzazione di 700 mc circa e successivamente all’ossidazione, mentre il fango precipitato viene avviato all’ispessimento per aumentarne la densità e quindi alla filtropressatura.

Nella fase di ossidazione i microrganismi presenti nelle vasche degradano le sostanze organiche, detti microrganismi sono alimentati con ossigeno puro e aria.

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