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Il Sistema di trattamento fumi

La sezione di trattamento fumi ha il compito di ridurre al massimo le concentrazioni di inquinanti presenti nei fumi provenienti dalla combustione dei rifiuti, al di sotto dei limiti previsti. La scelta delle tecnologie impiantistiche è stata effettuata in accordo alle migliori tecnologie attualmente disponibili in materia di contenimento delle emissioni; tale scelta prevede un sistema “a secco” con depolverazione a doppio stadio, costituito da un doppio filtro a maniche che consente di depurare al meglio dagli inquinanti  presenti nei fumi. Per ciascuna linea la sezione di trattamento fumi è costituita da:

  • un primo miscelatore/reattore a secco per l’iniezione della calce e del carbone attivo sulla linea dei fumi;
  • un filtro a maniche multicella adibito alla rimozione delle polveri contenute nei fumi e  alla rimozione dei prodotti che si formano dall’abbattimento di gas acidi, diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti;
  • un secondo miscelatore/reattore a secco per l’iniezione di bicarbonato di sodio  e eventualmente di carbone attivo sulla linea dei fumi;
  • un filtro a maniche multicella adibito al completamento della rimozione dei prodotti di neutralizzazione dei gas acidi e di diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti;
  • un reattore di abbattimento degli ossidi di azoto di tipo catalitico (DeNOx SCR).


 

I due  reattori a secco in serie con stadio di filtrazione intermedio assicurano l’abbattimento della maggior parte dei gas acidi (per reazione chimica) e delle diossine, dei furani e dei metalli pesanti (per adsorbimento); ciò avviene grazie all’immissione ed al mescolamento nei fumi di calce e carbone attivo nel primo reattore e di bicarbonato di sodio e eventualmente carbone attivo in forma di polvere nel secondo reattore in linea.

Nel primo filtro a maniche si raccolgono i prodotti calcici residui. I cosiddetti PCR sono il risultato della reazione dei gas acidi con la calce iniettata nel primo reattore.

Nel secondo filtro a maniche si raccolgono i sali sodici residui (PSR), prodotti dalle reazioni di abbattimento col bicarbonato. I PSR sono inviati ad impianti esterni per un idoneo trattamento (possono infatti essere sottoposti a rigenerazione).

 

Entrambi i filtri a maniche sono costituiti da una batteria di maniche realizzate in materiale filtrante microporoso PTFE (politetrafluoroetilene) che garantisce massima efficienza di rimozione delle polveri e di facile pulizia, grazie alla ridotta penetrazione di polveri nella membrana ed alle caratteristiche di antiaderenza e idrorepellenza del PTFE.

La pulizia delle maniche avviene con cadenza periodica, durante il servizio, tramite impulsi d’aria compressa in contropressione, che scuotendo le maniche, fanno cadere le polveri depositate sulla loro superficie nelle sottostanti tramogge.

Proseguendo lungo il percorso dei fumi in uscita dai filtri a maniche ad una temperatura di circa 180° C, l’ultimo stadio di depurazione dei fumi prevede un sistema catalitico per l’abbattimento degli ossidi di azoto (NOx).

Si tratta di un reattore suddiviso in due parti:

  • una zona di miscelazione in cui i fumi provenienti dal filtro a maniche sono additivati con iniezione di liquidi contenenti ammoniaca;
  • una zona di trattamento dove l’ammoniaca abbatte gli NOx dei fumi, reagendo con essi grazie a delle sostanze catalizzatrici, in dette unità si registra anche un ulteriore abbattimento delle sostanze organiche complesse come le diossine ei furani.

In coda alle unità di trattamento è previsto un ventilatore di aspirazione fumi per ciascuna linea di termovalorizzazione, che permette il mantenimento in depressione dell’intera linea a partire dalla fossa rifiuti.

Attraverso un silenziatore dedicato i fumi depurati di ciascuna linea vengono addotti alla rispettiva canna fumaria di espulsione.

A vigilare sulla qualità dei fumi in uscita dalla camera di combustione, e soprattutto di quelli espulsi in atmosfera, sono deputate due serie gemelle di analizzatori per ciascuna linea di trattamento.

I parametri monitorati a camino sono tutti quelli previsti dalla normativa; inoltre il sistema di monitoraggio è dotato di alcuni strumenti per la misura di ulteriori parametri: l'analisi del mercurio e il campionamento continuo per i micro-inquinanti (diossine e furani).

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