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Il Termovalorizzatore

La capacità  di smaltimento autorizzate del termovalorizzatore prevedono indicativamente:

  • 70.000 tonnellate all'anno di rifiuti urbani residui della raccolta differenziata domestica e del trattamento meccanico-biologico;
  • 60.000 tonnellate all'anno di rifiuti speciali costituiti da: fanghi provenienti da impianti di depurazione (20.000 t/a), scarti da attività di recupero (15.300 t/a), rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività produttive non recuperabili (18.000 t/a), scarti da lavorazioni artigianali.




 

Il conferimento dei rifiuti all'impianto di termovalorizzazione avviene con i normali mezzi di raccolta.

I rifiuti vengono scaricati nella fossa di accumulo. All'interno della fossa i rifiuti sono mescolati tramite due carriponte con lo scopo di rendere più omogeneo il combustibile. Ciascun carroponte è dotato di benna a polipo che preleva i rifiuti depositandoli ciclicamente in una delle due tramogge di ingresso ai forni di incenerimento.
Durante il normale funzionamento dell'impianto la fossa è mantenuta in una leggera depressione, per garantire un contenimento degli odori: l'aria presente in fossa viene infatti aspirata ed insufflata sotto la griglia di combustione, in modo tale da essere utilizzata nella combustione del rifiuto come aria primaria.

La dosatura dell'alimentazione dei rifiuti sulle due griglie di combustione avviene grazie ad un sistema di caricamento a funzionamento automatico. La benna dei rifiuti scarica il contenuto all'interno della tramoggia di carico. Al di sotto della tramoggia si ha il cosiddetto canale di carico, che termina con il caricatore. Durante il funzionamento della linea di combustione la tramoggia ed il canale di carico sono riempiti di rifiuti che, per effetto della gravità, scivolano verso il basso. Il caricatore fa in modo che ci sia una distribuzione uniforme del combustibile-rifiuto sulla griglia.

La combustione avviene su due griglie mobili, inclinate di 14° rispetto all’orizzontale, dotate di gradini fissi e mobili alternati. L’aria di combustione viene distribuita al di sotto della griglia come aria primaria ed anche insufflata per mezzo di file di ugelli nel focolare al di sopra della griglia come aria secondaria.
La griglia è costituita da gradini fissi e mobili alternati il cui movimento assicura che tutto il materiale sia sottoposto al processo di combustione.
Il movimento è studiato in modo da avere un rivoltamento del materiale durante il percorso sulla griglia in modo che il materiale contenuto all’interno della massa venga a contatto con l’aria e inizi e completi la combustione. Il tempo di permanenza dei rifiuti sulla griglia è funzione della tipologia di rifiuto ma in ogni caso deve essere sufficiente ad assicurare che la quantità di materiale incombusto nelle scorie sia inferiore al 3 %.
Il processo di combustione è sorvegliato da un sistema automatico in grado di auto-regolarsi per mantenere i parametri di combustione a valori ottimali, raggiungendo quindi la massima efficienza. Il raggiungimento e il mantenimento dei parametri di combustione a valori ottimali è garanzia, inoltre, del contenimento delle emissioni (sia solide che aeriformi). L’ottimizzazione della combustione e delle emissioni è ottenuta attraverso il controllo dell’alimentazione rifiuti, dal movimento della griglia e da portate di aria primaria e secondaria governate.

Le scorie combuste cadono nell’estrattore scorie, dove un bagno d’acqua ne garantisce il completo spegnimento ed il raffreddamento, le inumidisce facilitandone la rimozione senza polveri né odori e crea una barriera a tenuta impedendo la penetrazione d’aria di infiltrazione attraverso l’estrattore scorie.
Le scorie prodotte dalla combustione dei rifiuti (pari a circa il 22-23% del quantitativo totale di rifiuti trattati) vengono recuperate per esempio nella produzione di cemento.

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