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Il modello di Gestione dei Rifiuti a Parma - La Storia

LA STORIA

Le radici del problema dello smaltimento dei rifiuti nella Provincia di Parma risalgono al 1998, anno in cui si attendeva ancora l’attuazione dell’allora Piano Infraregionale di Smaltimento Rifiuti del 1994 che prevedeva la realizzazione di 4 discariche e il potenziamento dell'inceneritore di Cornocchio.

La gravità della situazione e la mutata legislazione in materia comportarono la realizzazione di un preselettore, ad oggi in funzione, per la separazione di quattro frazioni dal rifiuto indifferenziato: secca, umida e riferita a metalli ferrosi e non ferrosi. In questo modo si evitava di avviare allo smaltimento il rifiuto indifferenziato – sistema che è gravato da una consistente ecotassa - incidendo positivamente sui costi per i cittadini.

Ma è nel 2001 che si innescano le condizioni che porteranno l’amministrazione a compiere le scelte fatte. Si tratta infatti dell’anno in cui si decide di chiudere l'inceneritore del Cornocchio perché ritenuto tecnologicamente obsoleto e – stante l’entrata in vigore di una più stringente legislazione sulle emissioni - non più rispondente, in prospettiva, ai requisiti di sicurezza ambientale.

Da quel momento, i rifiuti non riciclabili di circa 450.000 abitanti nel territorio di Parma vengono smaltiti all’esterno rendendo la Provincia l’unica in tutta la regione ad essere completamente dipendente da impianti extraprovinciali.

Per risolvere questa criticità, nel 2005 la Provincia di Parma, in un confronto con cittadini, enti locali e associazioni ambientaliste, comitati e chiunque avesse interesse come previsto dalla legislazione vigente, approva il P.P.G.R. (Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti) che nasce con la deliberazione del Consiglio Provinciale n°32 del 22 marzo.

Il P.P.G.R. stabiliva un obiettivo per il 2012 di almeno il 56,4% di raccolta differenziata (poi aggiornato al 65%)  e, in linea con la normativa nazionale, l'autosufficienza del bacino della provincia di Parma per lo smaltimento della quota di rifiuti non utilmente riciclabile attraverso la costruzione di un impianto di termovalorizzazione.

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